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Stimolante anche la visita all’azienda agricola Longhi, produttrice di frutta e verdura secondo i disciplinari di lotta integrata, che vende anche direttamente ai consumatori in un apposito capannone, con possibilità di degustazione: un bel esempio di farmers’ market. Lodevole l’impegno dell’azienda di recuperare antiche semenze, soprattutto di angurie e meloni.

La grande distribuzione oggi richiede prodotti che si conservano a lungo, quindi molte varietà tradizionali, dal sapore squisito ed unico non vengono più coltivate se non in qualche orto di famiglia. Però con il tempo si va perdendo una grande ricchezza di biodiversità. Nell’azienda Longhi si compie da anni uno sforzo per salvare questo patrimonio (tanto di attualità nel 2010, appunto proclamato anno della biodiversità), raccogliendo semi da famiglie di contadini, da antichi granai e persino da chi è immigrato oltreoceano generazioni fa, portandosi dietro i semi delle piante più amate.

Impressionante il numero di varietà di meloni “di una volta”: Arancino, Cantalupo di charentais, Zuccherino di Ingegnoli, Speranza d’oro, Moscatello di Castelverde, Moscatello, Banana, Mustapha, Sottotetti, Zatta Longhi, Supermarket, Zatta a fondo bianco, Retato degli ortolani, Zatta toscano, Trobadour, Viadanese, Zatta gialla, Pasta bianca, Moscatello di Squarzanella, Banana di Lentigione: tutti meloni che al loro migliore momento di maturazione si possono degustare o comperare in azienda.

(Articolo per Corti&Cascine)